Convivio d’Autunno
poesia, dialetto e sapori della memoria

Serata promossa,  organizzata e diretta dall’Associazione Ippocampo Viserba in collaborazione con Hotel Helvetia Viserbella, il 22 ottobre 2011

Di Marzia Mecozzi

L’idea di un Paese vivo, fatto di persone che si incontrano e si riconoscono, che condividono qualche passaggio di una storia comune: la scuola per esempio, oppure gli scout, la palestra, o semplicemente il vecchio bar, che accolgono con entusiasmo le occasioni sociali (sempre più rare) per scambiarsi idee e opinioni – e magari qualche critica - con quello spirito di comunità  e di appartenenza che un tempo contraddistingueva i nostri borghi e quelle piazze di cui si sta perdendo la memoria, spinge l’Associazione Ippocampo Viserba (Laboratorio Urbano della Memoria) a promuovere e a ‘inventare’ momenti come quello organizzato in collaborazione con l’Hotel Helvetia, ovvero con i suoi titolari Donatella e Marco Arlotti, sabato 22 ottobre scorso.

L’evento, chiamato Convivio d’Autunno, ha riunito, attorno ad una tavola ricca di sapori autunnali e alla proposta culturale di poesia dantesca e dialetto romagnolo, oltre duecento dei nostri concittadini, grazie anche alla partecipazione dell’Associazione Viserbella Hotels, dell’Associazione dei Commercianti Promoviserba, dell’Associazione Viva Viserba, del Comitato Turistico di Viserba e del Comitato Turistico di Viserbella.

Dopo l’incontro d’inizio estate, intitolato Ouverture di Gala al Lido, promosso e organizzato in collaborazione con i titolari dell’Hotel Lido di Viserba, Cesare e Marinella Giorgetti, anche per questo appuntamento d’autunno lo scenario è un ambiente raffinato ed elegante, uno degli hotel più noti e prestigiosi, questa volta a Viserbella, che con Viserba, Torre Pedrera e San Martino in Riparotta sono le terre di quello che ci piace definire il ‘distretto’ di ricerca sulla memoria.

Nella hall e nella sala del teatro si è svolto il ricevimento degli ospiti accolti dalla proiezione di un video realizzato dal socio Paolo Catena, dedicato alla storia del luogo e all’Hotel Helvetia già Villa Campogrande, di cui il socio Vincenzo Baietta ha raccontato le vicende e le trasformazioni nel tempo. Fra i presenti molti noti professionisti e imprenditori locali, qualche artista e, fra i rappresentanti politici, non sono mancati coloro che vivono su questo territorio: Juri Magrini (di Torre Pedrera) Assessore provinciale alle Attività Produttive e alla Valorizzazione dei Centri Storici e Roberto Biagini (di Viserba) Assessore comunale alla Tutela e Governo del Territorio, Lavori Pubblici, Mobilità.

L’incontro, nato da una idea del socio Paolo Semprini, è il frutto di una serie di interessanti partecipazioni, fra cui, in primis, quella di Gabriele Bianchini ingegnere e poeta, di Angelo Chiaretti, dantista e presidente della Proloco di Mondaino, di Giovanni Bucci, Responsabile CNA alimentare Rimini, Lucio Guglielmini, Vice Presidente del Consorzio Le Rocche Malatestiane, Enrico Conti del Consorzio Colcor  e di prestigiose aziende di ambito enogastronomico che hanno partecipato con i loro prodotti, (il salumificio Lombardi di Santarcangelo, il prosciuttificio Due Sassi, di Carpegna, Marco Migani produzione e distribuzione carni e porchetta, il caseificio Pascoli di Svignano, Domenico Guidi e il suo team di cocitori di castagne).

Convivio d’Autunno… non a caso. Come molti sanno, Il Convivio è l’opera di Dante Alighieri che, nelle intenzioni dell’autore, avrebbe dovuto essere una vasta enciclopedia in grado di raccogliere tutto lo scibile del suo tempo e rimasta purtroppo incompiuta. E Dante Alighieri, per voce del dantista Angelo Chiaretti, è stato protagonista, con i suoi più celebri e infernali versi, di uno spettacolo culturale ma anche e soprattutto divertente, piacevole e sorprendente che Gabriele Bianchini ha reso con, somma maestria e creatività, nella lingua locale: il dialetto riminese.  Ma Convivio, nelle intenzioni di Ippocampo, è significato soprattutto ritrovarsi - molto meglio se attorno alla tavola, ancor meglio se a degustare i migliori prodotti della nostra terra, così generosa – condividere ancora un pezzo di storia e un pezzo di strada comune, incontrandoci sui temi più cari: il territorio, la storia, la gente e la cultura che costituisce l’identità locale.

Ecco il perché del sottotitolo “poesia, dialetto e sapori della memoria”.

Dopo il saluto augurale ai presenti da parte del Presidente dell’Ippocampo, Architetto Pierluigi Sammarini, la cena si è svolta fra le chiacchiere allegre e il palese entusiasmo di tutti i convenuti. Bravi gli oratori che hanno intervallato le portate con spiegazioni gustose e pertinenti sui diversi  prodotti proposti dal menu, e bravi come sempre i soci Silvano Perazzini, Nerea Gasperoni e Roberto Drudi capaci di condurre una serata articolata e complessa che non si esauriva nel semplice gioco della tavola ma che, come vuole la miglior tradizione dell’Associazione, ha inteso legare l’allegra brigata attorno a temi culturali quali appunto i sapori del territorio, il nostro dialetto e la poesia di Dante che della Romagna e del Montefeltro ha dato riscontro nella sua opera grandiosa e che proprio in Romagna, il fiorentino ‘di nascita, ma non di costumi’, riposa per sempre. Così fra salumi di vera Mora Romagnola, piadina di Rimini che sta scalando la vetta del riconoscimento IGP, formaggio di fossa direttamente dalla… fossa, castagne cotte sul calderone al di là dei vetri… la cena si è prolungata fino alle ventitré, quando gli ospiti si sono accomodati in sala teatro per il caffè e per gustare la seconda parte della serata, affidata al professor Chiaretti nelle vesti di Dante (in senso letterale, ovvero in abito rosso e alloro poetico attorno alle tempie). Chiaretti declama i famosi passaggi dal quinto canto dell’Inferno, quello dedicato all’amore proibito fra Paolo e Francesca da Rimini che portò i due ad una morte per mano del di lei consorte Gianciotto Malatesta:  “Amor ch’a nullo amato amar perdona, Amor ch’ al cor gentil ratto s’apprende, Amor condusse noi ad una morte…” e poi ancora, quelli dedicati ad Ulisse che tenta con i compagni il ‘folle volo’ “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir vertute e canoscenza… ecc” Gabriele Bianchini dona ai presenti una pagina letteraria memorabile con la sua traduzione dialettale, mentre il gruppo musicale Uva Grisa fornisce gli stacchetti fra un canto e l’altro. Ma già (tempo impietoso) è rintoccata la mezzanotte e il team dell’Ippocampo, ringraziati i presenti, le autorità intervenute, le associazioni che si sono adoperate per la comunicazione e la diffusione dell’evento, i consorzi di prodotto che hanno condiviso l’evento, i musicisti, i signori Arlotti che hanno permesso la realizzazione di questa serata, insieme ai saluti e agli arrivederci, abbassa con soddisfazione il sipario sul terzo evento del 2011, il Convivio d’Autunno.

ALLEGATI:(canti dell'Inferno di Bianchini)
1 FRANCESCA DA RIMINI - depurataLIBRETTO12
2 ULISSE - con testo a fronte libretto
3 GUIDO DA MONTEFELTRO - libretto

Testi collegati:
La storia di Villa Campogrande
Traduzione della Commedia di Gabriele Bianchini
Canti V, XXVI, XXVII dell’Inferno di Dante Alighieri.
Personaggi: Francesca da Rimini, Ulisse, Guido da Montefeltro

Foto
Angelini Viserba.

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