10 mesi di lavoro del Laboratorio Urbano della Memoria.
Cosa è stato fatto:


È doveroso, a distanza di qualche mese dalla fondazione di questa realtà culturale, fortemente voluta da un gruppo di professionisti trasversalmente impegnati, mettere in evidenza tutto il lavoro condotto fin qui, per dare un’idea dell’attività e dei risultati raggiunti.

Come da statuto, l’Associazione di volontariato denominata L’Ippocampo Laboratorio Urbano della Memoria, con sede a Viserba, nata nel febbraio del 2010, ha lo scopo di salvaguardare e valorizzare la storia e la cultura del suo territorio favorendo lo scambio e l’interazione con tutti i soggetti che qui vivono ed operano.
A tali finalità, fin dalla sua fondazione, l’Associazione si è regolarmente riunita ogni giovedì sera nella sala parrocchiale di Piazza Pascoli e ha dato vita a due sottogruppi operativi interni: il comitato scientifico e il comitato di redazione.

I due gruppi, operando separatamente e in sinergia hanno compiuto il seguente lavoro:

1. È stato elaborato un piano di intervento sulla memoria: “chi, come, dove, quando, perché” con la compilazione di una lista di personaggi, luoghi, fatti, materiali e affini da raccogliere, ordinare ed assemblare.

2. È stato realizzato il sito www.ippocampoviserba.it per contenere tutti i materiali, vecchi e nuovi, trovati, riscritti, elaborati ex novo, catalogati e ordinati (il lavoro naturalmente è in progress e in costante aggiornamento)

3. Sono iniziate le interviste alle persone e il reperimento di fotografie d’epoca.
Il lavoro di salvaguardia della memoria, ha coinvolto fin da subito principalmente i più anziani, la ‘memoria storica’ del luogo, e altrettanto presto si è delineato il carattere fortemente aggregante e sociale del progetto che raccoglie testimonianze, immagini, esperienze, ricordi di vita dei paesani invitando le persone a momenti di incontro e di relazione.

a) il ‘personaggio’
Il comitato scientifico dell’Ippocampo ha iniziato ad individuare fra i concittadini (per conoscenza diretta o indiretta) alcuni personaggi caratterizzanti i mestieri: il pescatore, l’edicolante, la maestra… e li ha invitati ad essere protagonisti di un incontro che ha come tema la loro storia (o di un famigliare o della loro famiglia) invitandoli a portare foto d’epoca o ricordi qualsiasi a corredo del racconto.

b) il talk show
Il gruppo dell’Ippocampo ha organizzato alcune serate dedicate alla figlia del pescatore morto in mare, alla storica edicolante del paese, al noto uomo di spettacolo, alla figlia di una delle prime maestre della scuola locale nel ventennio… il comitato di redazione dell’Ippocampo svolge l’intervista, fa le riprese video e le foto della serata.

c) pubblicazioni
I contenuti delle serate sono stati pubblicati on line sul sito ippocampoviserba.it e graficamente impaginati con testo e foto per essere consegnati al protagonista.


4. L’esperienza di piazza.
L’incontro del giovedì, durante l’estate si è trasformato in una esperienza di piazza. Su invito del comitato turistico, l’Associazione partecipa con il suo stand ai mercatini del martedì sera. Le storie, le immagini raccolte nei mesi precedenti vengono diffuse attraverso video filmati e raccolte fotografiche si crea un vero e proprio ‘salotto della memoria’. I personaggi coinvolti sono persone comuni, per lo più appartenenti alla terza età: il parrucchiere storico, il vecchio partigiano, il villeggiante affezionato. Ciascuno contribuisce a ricostruire una storia che, dalla fine del 1800 conduce l’ascoltatore al presente, attraversando decenni diversi, dalla povertà delle origini contadine e di pescatori alla costruzione delle meravigliose ville patrimonio architettonico di tutta questa area territoriale, alla guerra, al boom economico e all’avvento del turismo.

a) il salotto, luogo di aggregazione sociale
le persone affluiscono sempre più numerose, si fidelizzano alla presenza dell’Associazione che prosegue nel suo lavoro di raccolta di interviste e immagini; lo stand del martedì sera diventa un luogo di ritrovo di chiacchiere, di incontro, di rievocazioni.

b) la raccolta dei soprannomi
il comitato di redazione si è impegnato a stilare un registro di tutti i soprannomi possibili. Perché un tempo, a Viserba, tutti avevano un soprannome, un nome di ‘famiglia’ diverso dal cognome. Era una nota caratteristica, chi aveva una vita sociale, per forza di cose doveva avere un soprannome… la lista contiene già circa 300 nomi e cognomi con tanto di indirizzo e una piccola storia sul significato o derivazione del soprannome.

c) il reperimento delle fotografie di famiglia fino a compilare delle vere e proprie ‘raccolte’.
Le fotografie possiedono un potere catalizzante dell’attenzione collettiva, soprattutto quelle dei volti e dei luoghi cari alla memoria, volti e luoghi che, il più delle volte, non esistono più, ma in paese ancora qualcuno si ricorda… e allora ecco la storia, il ricordo, l’aneddoto.
Attraverso le fotografie d’epoca che le persone con gioia hanno portato all’Ippocampo perché ne conservasse la memoria e la trasformasse in ‘memoria collettiva’, si sono potute ricostruire situazioni paesaggistiche, architettoniche, urbane. Si è preso coscienza del cambiamento e della trasformazione avvenuta. Tantissimi sono arrivati con album fotografici in bianco e nero, qualcuno addirittura cornici comprese… oggi l’Ippocampo possiede già un archivio di immagini degno di nota, soprattutto perché le raccolte private sono assolutamente inedite.


5. Lo spettacolo della memoria.
Il lavoro di cui sopra, il 7 agosto 2010 è confluito in uno spettacolo intitolato “C’era una volta e c’è ancora Viserba” prodotto, realizzato e condotto dall’Ippocampo, con ospiti del calibro di Elio Pagliarani, Fernando Gualtieri, Bruno Militi, Manlio Masini. La colonna sonora dello spettacolo è stata affidata ai Maestri Anacleto Gambarara e Augusta Sammarini del Liceo Musicale A. Toscanini, lo hanno condotto Nerea Gasperoni e Roberto Drudi, con gli interventi dell’Architetto Pierluigi Sammarini Presidente dell’Ippocampo, di Donata Ciabatti, di Vincenzo Baietta e di Maria Cristina Muccioli. La regia è stata curata da Marzia Mecozzi.


Con l’inizio dell’inverno stanno proseguendo gli incontri, la partecipazione a feste parrocchiali e i due gruppi Scientifico e Redazionale stanno lavorando ad un progetto editoriale.
 

"progetto grafico di NICOREX"

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