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Spettacolo prodotto e diretto dall’Associazione
L’Ippocampo con la collaborazione del Comitato
Turistico di Viserba.
Testo di Marzia Mecozzi - Immagini Foto Angelini
Le note di Moonlight
Serenade suonata dai Maestri Anacleto
Gambarara e Augusta Sammarini aprono la serata
di sabato 7 Agosto in Piazza Pascoli, mentre
immagini della Viserba di tanti anni fa scorrono sul
video.
Lo spettacolo inizia alle
ventuno e trenta, ma fin dal tardo pomeriggio
qualcuno ha iniziato a prendere posto in platea
(meglio non rischiare di rimanere in piedi)
Sul palco, gli amici
pescatori, Rolando e Silvano (detto Black) hanno
allestito una scenografia suggestiva, con le reti da
pesca a fare da fondale e alcuni fra i più noti
strumenti dell’antica marineria prestati dal Museo
‘E Scaion’ di Viserbella, a corollario di un arredo
che vuol significare il mare; una tenda da
sole stampata a ruggine dalle stamperie Pascucci e
una sedia sdraio del tempo che fu vogliono dire
com’era la spiaggia e, tutti insieme,
preludono allo spettacolo che sta per avere inizio.
Sabato 7 Agosto in Piazza
Pascoli va in scena la storia. Uno spettacolo di
parole, immagini, musica, “per raccontare chi
siamo”, promosso dal Comitato Turistico di Viserba,
organizzato e diretto dall’Associazione Ippocampo
Viserba. Una serata dal format culturale, ma anche
confidenziale, con toni brillanti e sobri, dai
contenuti molteplici ed interessanti, condotto con
grande spontaneità, spirito e piacevolezza, da
Roberto Drudi e Nerea Gasperoni, che qui
riassumiamo per chi non c’era.
È un viaggio nel tempo. Nel
passato. Ma un passato più vivo più che mai. Un
viaggio in compagnia di tanti personaggi, ciascuno
protagonista di una pagina memorabile della storia,
semplice ma significativa, di questo luogo. Alcuni
capaci narratori viserbesi, molto hanno scritto di
Viserba, ognuno con la sua particolarità e il suo
stile, ma tutti con un grande amore per questo
territorio: lo scrittore Elio Biagini, (di cui il
figlio Roberto, Assessore del Comune di Rimini, è
seduto in prima fila), il maestro Carlo Ardini, il
professor Enea Bernardi… i loro testi sono stati
fonte e spunto da cui trarre con naturalezza i
momenti di un quotidiano che non esiste più.
E sulle note di Onde di
Luigi Einaudi, la storia inizia con la sabbia
e con il mare, con una spiaggia molto diversa da
come la conosciamo oggi… Le immagini scorrono sul
video, e per raccontarne la bellezza ecco levarsi le
parole del grande poeta contemporaneo, autorevole
esponente del Novecento, conosciuto in tutto il
mondo: Elio Pagliarani. Ecco le voci degli
uomini che, in gruppo, chi da una parte, chi
dall'altra, tirano le reti per la pesca detta
alla tratta... la declama, quasi fosse un
parlato vivido e ruvido il poeta/scrittore milanese
Michelangelo Coviello, amico di Elio Pagliarani
(anche sua moglie Maria Concetta Petrolio,
giornalista, scrittrice, direttrice della Biblioteca
Vallicelliana di Roma, è seduta in prima fila).
Coviello, per qualche momento riesce a far rivivere
quei pescatori… che una piazza emozionata a tratti
riconosce: Baiuchela,
Nandi…
Poi
la spiaggia rivive nelle parole dell’amico,
scomparso qualche anno fa, il professore Enea
Bernardi, la lettura del cui racconto ci rivela
anche la leggendaria e misteriosa storia del
‘Surcion’ e del contadino col suo carro e i suoi
buoi inghiottiti dalle sabbie mobili.
È Vincenzo Baietta,
professore e poeta, a svelarci pro e contro della
chiacchierata sorgente, sua origine e sua fine, poco
nobile, senza trascurare l’invettiva (tipica di
Vincenzo) alla volta di chi dovrebbe prendersi più a
cuore le sorti di questo ‘pezzo di storia locale’.
La storia, poi, scorre sugli
anni del ventennio, quando la politica fascista
aveva favorito la nascita del turismo che, da
fenomeno d’elite, andava via via allargandosi
interessando tutte le fasce sociali. L’accompagnano
le note di Amarcord di Nino Rota,
dall’omonimo film di Federico Fellini, mentre sul
video sfilano le ville che si affacciano sulla
spiaggia, sul lungomare, che costellano le strette
viuzze, fra Viserba e Viserbella, un patrimonio
architettonico unico, mai valutato con vera
attenzione, un tesoro a cielo aperto. E il perché
della scelta, fatta da tanti personaggi noti del
tempo, artisti, generali dell’esercito, nobildonne,
di farsi costruire la villa in questa località, e la
loro valenza dal punto di vista storico e artistico
viene spiegata al pubblico dall’architetto
Pierluigi Sammarini, Presidente dell’Associazione
Ippocampo, cui fa seguito un racconto,
altrettanto brillante e immediato di Francesco
Protti, Presidente del Comitato Turistico di Viserba
sull’importanza per la località turistica delle
Acque, per cui Viserba era detta Regina delle Acque.
Il Professor Manlio Masini, Direttore di Ariminum
e della Collana ‘Novecento Riminese’ apre una
parentesi, fra cronaca e storia, sulla Piazza
Pascoli.
A seguire, per tornare ai toni
leggeri, ecco sfilare sul video viserbesi e bagnanti
in costumi da bagno sempre più succinti. Si parte
dal costume modello ‘Islam’, fino alle caviglie, dei
primi del 900 per passare a ‘modellini’ più pratici,
anche se ancora in lana, di quella lana che, quando
si bagnava, il cavallo arrivava alle ginocchia! in
una bella evoluzione raccontata da Donata
Ciavatti, Vice Presidente dell’Ippocampo
Viserba. E poi, siccome alla nostra spiaggia, al
nostro sole alle nostre acque sono state dedicate
canzoni famosissime di altrettanto famosi autori e
cantautori, come ad esempio ‘Ciao’ di Lucio Dalla, o
Fiore di Maggio di Fabio Concato…l’amico Sauro
Bertozzi, canta proprio quest’ultima… “Tu che
sei nata dove c’è sempre il sole…” che il noto
cantautore ha scritto pensando a Viserba. Infatti
Fabio Concato per anni è stato
“villeggiante” a Viserba. Anzi, più precisamente, a
Viserbella, dove
nel 1923 la nonna, famosa cantante lirica, che tutti
conoscevano come “la Concato”, aveva
acquistato una villa, negli anni Sessanta
trasformata nell’albergo Villa dei Fiori. Diversi testimoni
confermano che questa canzone è stata scritta
proprio a Viserbella in occasione della nascita
della figlia dell’autore.
E non si sono ancora esaurite
nell’aria le note di Fiore di Maggio che un annuncio
si leva improvviso dalla platea. “Qui Fono Nord
Ovest Radio Spiaggia…” è Vittorio Corcelli,
l’uomo del Jazz, l’uomo delle notti danzanti nei più
rinomati locali degli anni del ‘Boom’. Corcelli
regala un momento magico, riportando tutti indietro
nel tempo, intonando ‘Stardust’ (Polvere di Stelle)
cantata alla maniera di Louis Armstrong, come solo
lui sa fare.
Dopo la guerra Viserba divenne
nota soprattutto per i suoi locali alla moda, per la
frequentazione di artisti, di orchestre, di uomini e
donne dello spettacolo. Vittorio conduce
l’ascoltatore in una Viserba mondana e modaiola,
quella che aveva tanti cinema e teatri, oltre al
Kursaal, il Cinema Roma, il teatro nuovo, il cinema
Imperiale, il cinema Italia, l’Arena… La Viserba
della Villa dei Pini, del Garden Ceschi, tutti
luoghi immortalati dagli scatti di Alvaro
Angelini, il mitico fotografo di Viserba,
dai cui archivi sono tratte tante delle immagini che
accompagnano il racconto.
E dopo l’intermezzo con la
descrizione dei singolari strumenti della vecchia
marineria, spiegati ed anche indossati (per far
meglio comprendere il loro utilizzo) dal conduttore
Roberto, come La marotta, un
contenitore bucato che durante l'inverno veniva
messo in acqua per far ingrassare le anguille),
il Menaculo (sorta di rastrello a ‘baldacchino’),
la stadera
(la
bilancia delle pescivendole) e la cintura per la
pesca ‘alla tratta’, la serata si conclude con un
‘DEDICATO’ a due personaggi straordinari. Il
primo omaggio, letto alla platea da Maria Cristina
Muccioli è a Bruno Militi. “Pilota,
progettista, costruttore e collaudatore di aerei,
artista poliedrico, anche pittore, scultore e poeta…
Bruno Militi, ama più di tutto la libertà degli
spazi aperti.
Il suo habitat preferito?
Cielo e mare, possibilmente insieme.
Felice di librarsi
sull’acqua con uno dei tre idrovolanti che portano
il suo marchio, ma anche di tramandare ai giovani un
pezzetto di storia della marineria locale, Bruno ha
una storia meravigliosa da raccontare. Studia e
insegna scienze aeronautiche, giudice nazionale e
pilota di aerei, è il primo in Italia a costruire e
collaudare un velivolo a motore interamente fatto in
casa.
Nel 67, a Viserbella a
rimorchio di un motoscafo, decolla con l’idroaliante
Leonardo MBI. Con lui si apre la strada alle regole
del volo amatoriale italiano.
Amico del leggendario Enzo
Ferrari è autore di monumenti cittadini come la
rotonda dei Venti e il Capodoglio di San Giuliano
Mare, il Monumento ai Caduti di Viserba, e quello
nella cappella cimiteriale di Rimini. Bruno Militi,
viserbese doc, è uno degli uomini più eclettici che
questo territorio abbia mai conosciuto.”
Dalla musica, alla poesia, alla
pittura… perché fra i nostri concittadini vantiamo
uno dei più grandi pittori del nostro tempo, sulle
note di Ghmnopèdie N.1" di Eric Satie, pianoforte e
sax, sul video si alternano i quadri del Maestro
Fernando Gualtieri e Nerea Gasperoni legge la
dedica:
“Il mondo lo celebra come il
Maestro dello Splendore del Reale. Lui è Fernando
Gualtieri. Raffinato
pittore italo-francese, nato a Longlaville, in
Francia
Gualtieri ha trascorso
l’infanzia e la giovinezza a Viserba, dove viveva,
con la nonna Caterina in via Perticari.
Dal calcio giocato nelle massime serie, alla
scoperta di un’arte che, nella Parigi degli anni
Cinquanta lo porta ad esprimere e rappresentare
mirabilmente la bellezza del Reale, nella sua
essenza più profonda, scontrandosi con l’astrattismo
imperante e commerciale.
Il gioco della Morte, Il
Cesto di Bicchieri, Lacrime di Cristallo, L’ultimo
ruggito, Sono alcune delle opere del Maestro e
attorno ad ognuna c’è una storia, un pezzo di vita
immortalato su tela: dalla misera mansarda sulla
Senna, ai luoghi più magici della terra: Bermuda,
Hong Kong, Londra, Las Vegas, Venezia, la Cappadocia.
Quadri di Gualtieri impreziosiscono musei e
collezioni private in tutto il mondo. A Talamello
c’è un piccolo ma prezioso Museo a lui interamente
dedicato, che vi invitiamo ad andare a visitare.”
Anche l’artista che ha fatto
parlare di sé il mondo, che per tanti anni ha
vissuto qui a Viserba e che oggi trascorre tutte le
sue estati nella sua casa di Viserbella, è seduto
in prima fila. Dalla penna di sua moglie Yvette,
autrice del libro biografico ‘Gualtieri Mon
Amour’, conosciamo tantissimi aneddoti della
sua storia, tutti i momenti belli e quelli più
difficili che il mondo dell’arte può regalare ai
suoi protagonisti.
Commossi, sia Bruno Militi e
che Fernando e Yvette Gualtieri salgono a
ricevere l’applauso del pubblico, mentre la serata
si chiude sulle note di. "Summertime" di George
Gerswhinn, e "In the mood" di Glenn Miller.
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